Spellbound dei Duran Duran: dentro l’incantesimo di Siouxsie

I Duran Duran rileggono il classico post-punk di Siouxsie and the Banshees: storia, suono e significato di Spellbound.

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Spellbound dei Duran Duran: dentro l’incantesimo di Siouxsie

La chitarra sembra correre in cerchio, la batteria avanza come un rito e la voce non chiede il permesso di entrare. Quando i Duran Duran affrontano Spellbound, non provano a trasformare Siouxsie and the Banshees in una versione di se stessi: entrano nella tensione dell'originale e cercano il punto in cui post-punk, glamour ed elettronica possono condividere la stessa notte. La cover inserita in Danse Macabre è un omaggio riconoscibile, ma anche una dichiarazione sulle radici più scure della band.

Da Juju alla festa di Halloween

Spellbound venne pubblicata da Siouxsie and the Banshees nel 1981 e aprì l'album Juju. Il brano appartiene a una fase fondamentale del post-punk britannico: musica capace di essere fisica e sperimentale, costruita su una sezione ritmica incalzante e sulla chitarra immaginifica di John McGeoch. La produzione di Nigel Gray lasciava emergere ogni strumento senza ridurre l'inquietudine.

I Duran Duran erano contemporanei di quella scena, anche se vennero presto collocati in un racconto pop differente. Birmingham, i club, il punk, il funk e l'elettronica facevano parte dello stesso terreno culturale. Riprendere Spellbound quarant'anni dopo non significa quindi appropriarsi di un mondo estraneo: vuol dire rendere visibile una parentela spesso oscurata dal successo televisivo e dall'etichetta New Romantic.

La scelta entrò nel progetto dopo il concerto di Halloween tenuto a Las Vegas il 31 ottobre 2022. In quella serata i Duran Duran costruirono un repertorio di rarità, riletture e cover adatte a una scenografia popolata da scheletri, lapidi e figure notturne. Il divertimento di quel concerto convinse il gruppo a trasformare l'idea in Danse Macabre, pubblicato da BMG il 27 ottobre 2023.

Perché Spellbound era una scelta naturale

Il titolo significa essere stregati, affascinati fino a perdere una parte del controllo. È un'immagine perfetta per Halloween, ma la canzone non parla di una magia da fiaba. Descrive una forza che cattura l'attenzione e modifica la percezione. L'ascoltatore non osserva il rito dall'esterno: viene trascinato dentro dal ritmo.

Questa idea incontra una componente importante dell'identità dei Duran Duran. Molte loro canzoni raccontano attrazione, immagini e desideri che diventano più forti della volontà. La band ha sempre considerato la musica pop una forma di seduzione audiovisiva. Spellbound spinge quella seduzione verso un territorio più nervoso e rituale.

La cover funziona inoltre perché evita la selezione ovvia di un classico horror. Non ci sono mostri descritti letteralmente o effetti inseriti soltanto per segnalare il tema del disco. L'oscurità è già nell'armonia, nella ripetizione e nel modo in cui la canzone sembra muoversi senza concedere una vera via d'uscita.

La chitarra: rispettare John McGeoch senza copiarlo

Il lavoro di John McGeoch nell'originale è uno degli elementi più celebrati. La sua chitarra non si comporta come un accompagnamento rock tradizionale: crea un moto continuo, brillante e tagliente, che può ricordare insieme un arpeggio e una spirale. Riprodurlo nota per nota avrebbe trasformato la cover in esercizio filologico.

La versione dei Duran Duran conserva l'urgenza e la funzione circolare della parte, ma la colloca in una produzione più ampia. La chitarra dialoga con i sintetizzatori invece di occupare da sola tutto il paesaggio. Il risultato riconosce l'importanza di McGeoch senza fingere che il suono del 1981 possa essere ricreato in modo neutrale.

Nick Rhodes usa l'elettronica per allargare gli spazi tra gli attacchi. I timbri non addolciscono la tensione: la rendono più cinematografica. È qui che la cover si avvicina maggiormente al linguaggio di Danse Macabre, un album interessato a trasformare canzoni già esistenti in scene di uno stesso spettacolo notturno.

Roger e John Taylor: il rito passa dal ritmo

La batteria originale di Budgie era essenziale per la forza di Spellbound. Roger Taylor affronta quindi una parte che richiede energia, precisione e capacità di sostenere la ripetizione senza irrigidirla. Il suo drumming mantiene il brano in movimento e gli dà una spinta più vicina alla sensibilità dance-rock dei Duran Duran.

John Taylor lavora sul basso come punto di collegamento. Non deve soltanto seguire la batteria: deve conservare l'oscurità del post-punk e contemporaneamente dare al pezzo una presenza fisica moderna. Le note sono scelte per spingere, non per riempire ogni spazio. Questa disciplina impedisce all'arrangiamento di diventare pesante.

Il risultato dimostra quanto le differenze tra post-punk e musica da ballo fossero meno rigide di quanto spesso raccontato. Entrambi i mondi affidano al basso e alla batteria il compito di modificare il corpo dell'ascoltatore. La paura evocata da Spellbound non immobilizza: fa muovere.

Simon Le Bon davanti all'ombra di Siouxsie

Interpretare un brano legato a una voce carismatica come quella di Siouxsie Sioux comporta un rischio evidente. Un'imitazione ne ridurrebbe la personalità; una trasformazione troppo aggressiva cancellerebbe il rapporto con l'originale. Simon Le Bon sceglie di mantenere la propria dizione e il proprio modo di modellare le immagini.

La sua voce appare meno glaciale e più teatrale. Dove Siouxsie poteva sembrare parte stessa dell'incantesimo, Le Bon assume talvolta il ruolo di chi lo racconta mentre ne subisce gli effetti. Questa distanza cambia la prospettiva senza cambiare il nucleo della canzone.

Il testo rimane volutamente allusivo. Le immagini di risate, passi, rotazioni e perdita di controllo non costruiscono una trama precisa. La voce deve quindi suggerire movimento e minaccia più che spiegare. Le Bon usa la propria esperienza di narratore visivo, lasciando che le parole restino frammenti di una scena.

Il significato di Spellbound

Essere “spellbound” significa trovarsi sotto un incantesimo, ma anche essere completamente affascinati. La parola unisce attrazione e pericolo. Chi è stregato prova meraviglia, però ha ceduto una parte della propria autonomia. La canzone vive dentro questa ambivalenza.

Una possibile lettura riguarda il potere di una relazione o di una presenza capace di occupare la mente. Il testo non specifica se la forza sia soprannaturale, psicologica o erotica. Proprio questa indeterminatezza permette al brano di parlare di ossessione senza rinchiuderla in una sola storia.

La struttura musicale rende concreto il significato. Le figure ritmiche tornano e sembrano impedire all'ascoltatore di uscire dal cerchio. L'incantesimo non viene soltanto descritto: è il modo in cui la canzone organizza il tempo. Quando il ritornello ritorna, riconosciamo la ripetizione e nello stesso momento la desideriamo.

Una cover che racconta anche i Duran Duran

Inserendo Spellbound nell'album, i Duran Duran mostrano un lato della propria formazione culturale che i grandi successi talvolta nascondono. La band non è nata isolata dentro il pop patinato: ha osservato punk, disco, art rock ed elettronica e ha costruito un linguaggio capace di attraversarli.

La cover mette inoltre in discussione l'idea che Danse Macabre sia soltanto un divertimento stagionale. La selezione dei brani disegna una mappa di influenze e affinità. Siouxsie and the Banshees rappresentano una forma di oscurità britannica elegante, sperimentale e profondamente ritmica: caratteristiche che possono dialogare con i Duran Duran senza perdere identità.

Ascoltare le due versioni una dopo l'altra non serve a stabilire quale sia “migliore”. L'originale conserva la sorpresa e la tensione del 1981; la cover mostra come quella costruzione possa sopravvivere dentro strumenti, voci e condizioni produttive differenti.

Perché continua a esercitare il suo incantesimo

Spellbound resiste perché la sua idea musicale è più forte di un suono di moda. Il movimento circolare della chitarra, la pressione della batteria e l'ambiguità del titolo continuano a produrre un'esperienza immediata. Non serve conoscere la storia del post-punk per sentire che qualcosa ci sta trascinando.

La versione dei Duran Duran rispetta questa architettura e le offre un altro spazio. È più lucida, ampia e vicina al dance-rock, ma non elimina la nervosità. Dentro Danse Macabre diventa il momento in cui una band accetta volontariamente l'incantesimo di un'altra e lo trasmette al proprio pubblico.

Quello che non tutti sanno

L'originale Spellbound uscì nel maggio 1981 come primo singolo tratto da Juju e fu scritto dai membri di Siouxsie and the Banshees, con produzione condivisa insieme a Nigel Gray. La celebre parte di chitarra è opera di John McGeoch, musicista ammirato per il modo non convenzionale di trattare lo strumento. I Duran Duran presentarono la cover nel concerto di Halloween di Las Vegas del 2022, esperienza che diede origine al progetto Danse Macabre. L'album del 2023 riunisce tredici tracce tra nuove composizioni, cover e riletture del catalogo.

Fonti e approfondimenti

Questo articolo è un approfondimento editoriale dedicato alla cover e ai suoi possibili significati. Le interpretazioni sono presentate come letture motivate; le informazioni sulla pubblicazione originale e sulla versione dei Duran Duran sono collegate alle fonti consultate.


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